"Bacheca dei Vecchi Cantieri Italiani"
"Trabaccolo Veneziano" - Enzo Ronci




L'origine del Trabaccolo si fa risalire alle navi latine o medioevali di cui in parte si notano le forme arrotondate e piene.
Hanno rappresentato per la marineria tradizionale Italiana quello che per noi in un certo senso sono i camion.
Nella sua particolare forma presentava due pennoni superiori con due vele issate una a sinistra per l'albero di maestra e una a destra per il trinchetto detta appunto "a trabaccolo". Il trabaccolo aveva una prora e una poppa rigonfie con l'asta di prora ricurva verso l'interno e la poppa tondeggiante senza specchio, con a prora nel capodibanda due infossature che servivano il passaggio dell'asta per il fiocco (bompresso) che grazie ad uno snodo posto alla base, poteva essere rimosso verso l'albero di trinchetto per le manovre nei porti. Gli alberi erano tenuti da sartie fisse, composte da robusti cavi di canapa catramati con una gassa con cui si incappellavano alla estremità dell'albero sopra le crocette. Ma degni di particolare attenzione sono gli ornamenti tra cui gli occhi (detti già in antichità di Cubia) che oltre a dar passaggio alle gomene delle ancore servivano anche come antidoto, secondo le credenze popolari per scongiurare le influenze maligne in navigazione. Altro particolare importante è il "pellicion", ossia una pelle di pecora che veniva inserita in testa all'asta di prora, con il tempo sostituita da una scultura in legno. Un legno davvero interessante degno di essere paragonato ad un vero e proprio veliero. Il cantiere Camuffo risulta uno dei cantieri operanti nella costruzione di questi legni.
Enzo Ronci