Recensione sulla "Giuseppe Garibaldi"

"OBBEDISCO"

Articolo del Capitano di Vascello Sergio Biraghi - Comandante della Nave Garibaldi per 498 giorni

Una nave militare è un organismo complicato che per funzionare al meglio ha bisogno di tanti sofisticati strumenti, di una lunga messa a punto, ma soprattutto di un buon equipaggio.

Il Garibaldi varato a Monfalcone il 4/6/1983, dopo lunghi studi dello Stato Maggiore, degli organi tecnici della Marina e del cantiere, cominciò subito a ricevere tutti gli elementi necessari per diventare nave. Il 30/9/1985 venne consegnato alla Marina e tante altre ditte si misero ad allestire il sistema di combattimento. Agli inizi del 1987, fatti i lavori finali di messa a punto della piattaforma si cominciò ad accendere tutto, integrare tutto, imparare tutti ad usare questa complicata e meravigliosa unità, per portarla a brillare di vita propria. La sfida era grossa, l'impegno pesante, le cose da fare tantissime, ma la nave c'era e con lei le persone giuste al posto giusto ed è scoccata la scintilla giusta. In poco più di un anno si è provato tutto, totalizzando un numero incredibile di "...per la prima volta...".

L'equipaggio ha sentito di vivere un momento magico e si è buttato a capofitto mirando solo a far diventare sempre più completo, bello e pronto il Garibaldi.

Che fossero complicate esercitazioni, cerimonie ufficiali, manifestazioni sociali, visite di ospiti illustri o di cittadini curiosi, delicate manutenzioni o posto di rassetto e pulizia, tutto veniva affrontato con lo spirito di farlo al meglio perché questo si meritava la nostra nave.

Per far diventare il Garibaldi una "Stella" ci sono volute 800 persone a bordo tutto il supporto della Marina, 45 missioni e 25.000 miglia di mare in poco più di un anno, tanti mezzi addestrativi navali ed aeronautici, la cooperazione di altre marine della Nato.

Ma anche la sorte ha contribuito a farne una Stella, prima di tutto è nata bella, armoniosa, fotogenica; poi l'iniziale polemica sugli aerei l'ha portata sulle prime pagine di tutti i giornali e di lunghi servizi televisivi, poi l'intensa attività ed i vari porti toccati l'hanno fatta conoscere in Italia ed all'estero. Quanti superlativi sono stati usati per lei e tutti ampiamente meritati.

Per la Marina e per il Cantiere è la più grande e complessa unità militare del dopoguerra, per le ditte del settore è il più grande concentrato delle più recenti tecnologie. Per la Squadra è la nuova ammiraglia e deve essere d'esempio a tutti, per noi è solo la nostra nave ma conta più di qualsiasi altra cosa.

 

Fonte: Danilo Pili