Storia delle Imbarcazioni Sarde

Gulnara - Articolo

Il vaporetto apparteneva alla Marina del Regno di Sardegna. Fu varato nel 1834 in Inghilterra.

Carla Bertello e Lucio Latini hanno studiato i vecchi disegni creando un esemplare in scala 1:20

La prima nave a vaporetto delle Marine Italiane dell'epoca fu l'Avviso Gulnara appartenente alla Marina del Regno Sardo. Varata nei cantieri navali inglesi di Blackwell nel 1834, l'imbarcazione precedette di qualche anno una sua gemella, l'italiana Ichnusa, costruita nei cantieri della Foce di Genova. 

Evidentemente, scriveva nel 1964 il comandante Valerio Gay della Marina Militare in un suo lavoro su "i piani costruttivi" delle nostre navi, nella Marina Sarda "operavano uomini che sapevano andare al passo con i tempi". Dell'Ichnusa rimane un quadro conservato nel Museo di Genova-Pegli, dell'altra, la Gulnara, la prima ad entrare in servizio sulle rotte della Sardegna, si conservano invece i piani, riprodottin nel 1840 su l'Atlas du genie Maritime del Genio navale francese di Tolone.

In questi ultimi anni, i disegni di quella prima nave "sarda" sono stati "rispolverati", studiati ed elaborati da Lucio Latini e Carla Bertello, due artisti che hanno lo studio a Milano, dove lavorano in diversi settori, per l'industria, il cinema e anche il teatro. Risultato: la nave a ripreso a "vivere" anche se in una scala ridotta, uno a venti, con il suo fumaiolo, la sua ruota, le sue vele ed ogni altro dettaglio. Lunga due metri e 62 centimetri, larga sessanta centimetri, compresi i cassoni delle ruote a pale, l'imbarcazione ha una alberatura di un metro e 45 centimetri. Si tratta di un modello che riproduce ogni dettaglio costruttivo: la chiglia ramata è saldata allo scafo con 11.000 chiodi. Insomma, un lavoro eseguito nei minimi particolari. 

Della realizzazione si era avuta notizia già qualche anno fà, quando i due artigiani entrano in contatto con i responsabili dell'Azienda di soggiorno di Cagliari e con l'assessorato regionale alla Pubblica Istruzione. Poi più nulla. Eppure il Gulnara (che porta il nome della schiava amata dal Corsaro di Byron, molto noto nell'Inghilterra dell'Ottocento), Rappresenta per la storia della Sardegna un momento particolarmente fervido di iniziative che avevano l'obiettivo finale di affrancare l'isola dalla sua distanza dal "continente".

Lo ricorda il comandante Gay, precisando che la nave entrò in servizio passeggeri e merci (affidato per la legge alla Marina Militare) nel 1835 sulla linea Genova - Porto Torres - Cagliari. Nell'elenco degli allievi pilota imbarcati figurava anche un nome illustre, quello di Nino Bixio.

Nel 1848 il Gulnara, al comando di Domenico Millelire, partecipò alla guerra di indipendenza operando sul Mar Adriatico nel blocco del porto di Trieste, poi riprendendo a navigare, assicurando il servizio postale tra Genova, Cagliari e Tunisi. Nel 1850 se ne servì Alberto della Marmora, quindi nel 1855 fu in Crimea col Corpo di spedizione sardo.

Nel 1960, Avviso Gulnara pattuglia le acque del Tirreno durante l'impresa garibaldina. E questo nonostante la conclamata neutralità del Regno. Quindi, in seguito, venne trasferita a Costantinopoli dove rimase sino al 1867 a svolgere il servizio idrografico della Regia Marina.

Rientrò definitivamente a Cagliari nel 1872 e vi rimase sino alla sua cancellazione dal naviglio sardo nel 1875.

I bambini che giocano nel parco di Baravalle (che si difende con tenacia dall'aggressione della speculazione e dell'amministrazione) dove si affaccia lo studio di Lucio Latini e Carla Bertello, cantano una canzoncina che dice Milano è una città tutta da scoprire....

In questo caso è Milano che ci ha permesso di scoprire una pagina della nostra storia.

Fonte: Quotidiano "L'Unione Sarda"

 

Per vedere le immagini della ricostruzione del modello da parte di Angelo Labò premi su questo LINK