Glossario - Lettera S
44 termini
Sabordo: portello praticato sulla fiancata della nave per la fuoriuscita del cannone.
Saettia: veliero con tre alberi a vele latine.
Sagola: cavetto usato per lo scandaglio, il solcometro o per fare griselle.
Salpare: trarre l'ancora a bordo e lasciare gli ormeggi.
Sampang: classico e comune battello dell'Estremo Oriente.
Santabarbara: camera delle polveri di una nave.
Sartia: fune che dallo scafo o da un altra robusta struttura (come la coffa) sale a un albero per sostenerlo lateralmente.
Sartiame: insieme delle sartie.
Sbandare: verbo che indica l'azione della nave che si inclina lateralmente per effetto del vento sulle vele.
Scafo: insieme degli elementi che compongono la nave.
Scalandrone: scala o passerella mobile per salire sulle navi dalle imbarcazioni di servizio o dalle banchine.
Scalmo: elemento centrale delle ossature trasversali di una nave; quelli superiori si dicono scalmotti. Se è riferito a piccole imbarcazioni indica il cavicchio fissato nella falchetta su cui fa forza un remo.
Scalmotto: parte superiore dell'ordinata.
Scandaglio: in uso anticamente, consisteva in un cavetto con all'estremità un peso. Lasciandolo in acqua e recuperandolo a bracciate esso dava la profondità impedendo quindi alla nave di finire su un fondale basso e arenarsi.
Scarroccio: deviazione laterale della rotta per effetto del vento o del moto ondoso.
Scassa: armatura per l'incastro degli alberi con la chiglia.
Schooner: goletta.
Sciabecco: nave a tre alberi, due con vela latina e uno a vela aurica.
Scialuppa: imbarcazione a remi. Le più grandi erano anche dotate di vela.
Scopamare: vela di straglio posta lateralmente al trinchetto.
Scosa: chiglia secondaria aggiunta su ogni lato di quella principale sulle navi e sulle imbarcazioni che hanno il fondo piatto e quindi facilmente soggette a rollio accentuato e a forte scarroccio.
Scotta: fune di manovra per tendere verso poppa qualsiasi vela; ogni scotta prende nome dalla vela cui è connessa: scotta di randa, scotta di fiocco.
Scovolo: attrezzo per pulire l'interno del cannone dopo ogni colpo.
Secco: si dice della nave che sia o che proceda con le vele del tutto ammainate o serrate, per maltempo insostenibile, ma anche per altra ragione.
Sentina: parte inferiore dello scafo.
Sequaro: può indicare sia il modo di trattenere una fune di manovra sia la parte di essa che resta sempre a disposizione di chi deve maneggiarla.
Serpe: legni ricurvi montati fra la ruota di prora e la polena.
Serrare: raccogliere e legare strettamente le vele alle parti delle attrezzature che lo sostengono.
Sloop: piccolo e veloce veliero usato da vedetta o come porta ordini, con un solo albero a vela aurica. Lo sloop inglese era invece a tre alberi con vele quadre e venti cannoni.
Solcometro: strumento per misurare la velocità della nave.
Sopravvento: indica tutto ciò che si trovi dalla parte dalla quale spira il vento.
Sottovento: indica tutto ciò che si trovi dalla parte verso la quale spira il vento.
Spera: Specie di ancora o di grosso peso tenuto a rimorchio che, strisciando sul fondo, frena i movimenti di un imbarcazione.
Sperone: come il rostro. Sporgenza di prua atta a fracassare lo scafo avversario.
Spigone: asta leggera sulla quale erano inferite alcune vele di straglio.
Spingarda: piccola bocca da fuoco direzionabile fissata sulle murate delle navi. Veniva caricata a mitraglia e usata in particolare durante gli abbordaggi contro l'equipaggio nemico.
Spinnaker: ampia vela montata nelle navi da regata.
Staminale: elemento inferiore delle ossature trasversali delle navi.
Stanca: stasi dell'acqua tra i due flussi di marea, onde si ha la stanca alla fine tanto delle colma quanto della magra.
Sticcare: stringere molto il vento, ossia orzare sinchè le vele non accennano a fileggiare.
Stiva: locale all'interno dello scafo della nave atto a contenere merci, viveri e attrezzature.
Straglio: fune che sostiene gli alberi verso prua. Siccome per lo più su di esso erano inferite, le vele sussidiarie spiegate quando il vento era debole, tutte le vele di tal genere ne hanno preso nome, indipendentemente dal luogo in cui venivano poste.
Straorzare: avvicinare la prua alla direzione del vento in modo eccessivo e involontario, in genere per effetto di una velatura incompatibile con l'intensità del vento stesso.
Sventare: propriamente togliere vento alla vele e cioè disporre queste o la nave nella direzione del vento in modo da lasciarle fileggiare e da annullarne l'effetto propulsivo.