


Burchio
"Bacheca dei Vecchi Cantieri Italiani"
Enzo Ronci


Citato persino da Dante nella sua Divina Commedia (come tal volta stanno a riva i burchi che in parte sono in acqua e parte in terra......) il Burchio risulta uno dei legni pił comunemente usati nei tempi passati per i trasporti fluviali e sotto costa, dalle Marche all'Istria. Risulta essere stato il legno pił grande e pił diffuso utilizzato lungo i canali maggiori per trasporti e poi dai sabionanti che scavavano la ghiaia o la sabbia alle foci dei fiumi. Il Burchio aveva una lunghezza compresa tra i 20 fino ad arrivare ai 35 in talune evoluzioni, con larghezze da 3,5 e 6,5 metri con un pescaggio variabile a pieno carico tra 1 e 2 metri. Lo scafo si presentava a fondo piatto e di costruzione solidissima con l'ossatura in rovere e larice, con lunghi fianchi svasati verso l'esterno.
Consentiva la possibilitą di avere allogiamenti a prora per l'equipaggio e a poppa per il "paron" mentre la parte centrale era separata in dua ampie stive per il carico chiuse da boccaporti di tavole chiamate "tiemo o felze". Tra i cantieri pił famosi attivi nella costruzione dei Burchi ricordiamo:
Schiavon, Voltolina, fratelli papa, Camuffo presenti a Chioggia e il famoso cantiere Fratelli Cobelli di Pescantina sull'Adige (VR).
Enzo Ronci